Crescere come Riccio Lino
Mamma io conosco ogni angolo di questa tana, è davvero piccola e qualche volta i piedi escono dal letto da quanto è corto, ma se mi rannicchio, ci sto, e poi ho i miei amici, non li vedo mai e non li posso invitare a giocare con me, ma conosco a memoria i loro nomi…
È assurdo!
Vero?
Riccio Lino ha escogitato una serie di modalità per far andar bene delle cose che, in realtà, gli stavano strette.
Ha saputo trovare il modo di dormire in un letto più piccolo di lui, ha anche pensato che avere tanti amici, ma non poter giocare con loro, fosse meglio che poter condividere i suoi giochi dovendosi, però, spostare da dove viveva.
Davvero assurdo.
Tu non lo faresti mai, vero?
Visto da fuori è così chiaro.
Ora prova a immedesimarti in Riccio Lino.
Prova a star dentro al personaggio.

La senti la paura di crescere e del dover iniziare tutto daccapo?
Ti trovi più volte al giorno ad affrontare questa paura.
Nella vita, poi, è un continuo smussare scelte, limare confini, rimettersi in discussione.
C’è una metafora che amo tanto ed è quella dell’aragosta.
Conosci la sua storia?
L’aragosta, per crescere, deve rompere il suo guscio e trovare un riparo finché si costruirà un guscio più grande che le permetterà di aumentare di dimensioni.
Un guscio che le consentirà di non sentirsi soffocata e sotto stress, ma a suo completo agio.
Questo lo fa più volte nella vita.
È così.
È normale.
Io credo che anche l’aragosta, come Riccio Lino e come me e come te, abbia paura.
Ma la paura non le impedisce di seguire quello che , per natura, è portata a fare, cioè crescere.
Non si può arrestare il cambiamento, andremmo contro natura.
Lasciare il certo per l’incerto non è semplice, ma è molto più difficile vivere senza arte né parte, cercando nella sopravvivenza un modo per sfuggire dal nostro viaggio.
Riccio Lino ti parla proprio di questo.
Leggilo da sola o con i bambini, ha lo stesso effetto balsamico delle caramelle alla menta, quelle dure, con il cuore morbido.
Promesso!
Ti abbraccio.
Ti aspetto.

