I miracoli accadono
Correva l’anno 1990 e la maestra ci disse di scrivere un tema su come avevamo passato l’estate concentrandoci su una cosa in particolare e descrivendola.
Premetto, credo di poter dire di aver vissuto le estati più formidabili che una bambina possa desiderare.
Quell’anno, però, avevo un sogno grande da realizzare: “la casa sull’albero“.
Io, mia sorella Elena e i miei cugini avevamo un albero di olivo su cui ci arrampicavamo sempre.
Era un luogo speciale, soprattutto perché i piedi non toccavano terra.
Il luogo perfetto per la mia casa.
Alla maestra descrissi la costruzione passo dopo passo. Il papà che posizionava e assemblava pezzi legno in modo sicuro per sostenerci. Le pareti fatte di cartone (ahimè) e il soffitto aperto, per vedere le stelle. Le finestrelle con le tendine e il pavimento di moquette marrone, quella tolta dalla nostra camera di bambine.
Ricordo che feci anche uno splendido disegno a riprova che sapevo bene ciò di cui parlavo.
Qualche sera fa Clelia mi ha chiesto :
“Perché sei emozionata che domani mi costruisci la casa sull’albero?”
“Amore, perché l’ho sempre sognata!”
“Perché non ce l’avevi?”
“Non credo di averla mai chiesta, a parole”
“Perché , mamma?”
Non ricordo se davvero non l’avevo chiesta o era tra le cose che “faremo domani”, so solo che oggi abbiamo costruito davvero la casa sull’albero. Mi scusi la mia cara maestra per aver spudoratamente mentito, così bene che lei c’ha creduto quasi quanto ci credevo io.
La casa è improvvisata, grezza, in arte “povera” eppure, dopo 30 anni, lei è qui.
E io benedico ogni istante di questi ultimi 30 anni per avermela portata .
Ah…se mi cercate, sono qui!


