La leggenda del soffione
Ieri ti ho lasciata/o raccontandoti di come ho passato il tempo a far volare aquiloni e a soffiare sui soffioni.
Per me sono due azioni che più si avvicinano alla meditazione ad occhi aperti.
Spero che tu abbia la fortuna di stare in un luogo dove puoi uscire un po’ per stare nel verde, fosse anche nel giardino condominiale.
Qualora non fosse, non preoccuparti.
Immagina
Quello lo puoi fare.
In questo periodo i campi e i prati sono un tappeto giallo di “denti di leone” che, come hai visto più volte nella tua vita, si traformano in soffioni i cui semi volano nell’aria pizzicando il naso e cercando altri luoghi dove poter fiorire.
Ti voglio raccontare perchè amo tanto i soffioni.
Secondo una leggenda irlandese si narra come un tempo gli gnomi, gli elfi e le fate corressero liberamente nei prati e boschi ancora incontaminati; fino a quando l’uomo non intervenì con la sua mania di distruggere sempre tutto.
Così queste magiche creature dovettero cercare rifugio fra le rocce o nel folto dei boschi, però le fate possedevano abiti troppo appariscenti per riuscire a nascondersi, così spesso venivano calpestate dagli uomini, e fu per questo che si trasformarono in fiori gialli e robusti, che se anche vengono calpestati hanno la capacità di tornare eretti, e si narra che la sua tenace sopravvivenza sia proprio dovuta alla presenza magica delle fate nella corolla del fiore.

Soffiare forte ha vari effetti benefici.
Attraverso il soffio si allena l’espirazione, si rinforza la muscolatura respiratoria e su lasciano andare tensioni e blocchi fisici.
La prossima volta che soffierai su questo fiore, facendone volare i semi, immagina di lasciare andare nel vento le tue paure e lascia un intento a qualcuno di questi semi.
Quasi sicuramente attecchirà.
Non demordere, a presto.
Domani sarò qui di nuovo.
Ti aspetto!

