La rivoluzione umana
Una “rivoluzione” cercata e dovuta.
Mamma, vedi, questa è la “rivoluzione umana”.
Prima si è scimmie, poi ci si alza in piedi, poi si perdono i peli e poi si mettono le scarpe da ginnastica e si va in ufficio”
In questi giorni dove , di tempo, ce ne dovrebbe essere in abbondanza, sono riuscita a riempire le mie giornate di mille impegni.
Da casa?
Sì, da casa.
Avevo giusto giusto quei 2 corsi che non finivo mai di fare, gli articoli da scrivere e i libri da studiare. Lo yoga e nuove ricette da sperimentare. Mi sono ritrovata, stasera, a sgridare Clelia per una sciocchezza, lei , che non è abituata a vedermi sbottare malamente, non capiva se piangere o ridere. Ho dovuto spronarla perché piangesse e tirasse fuori quello che sentiva.
Dov’ero nel tempo che lei voleva stare con me?
Ecco, patatrac, la mamma che sbaglia, la mamma che giudica, la mamma che nulla è mai abbastanza.
Eppure, no.
Le ho chiesto scusa, le ho spiegato che ho sbagliato, le ho spiegato che molte volte i genitori sbagliano, per stanchezza, distrazione, non consapevolezza.
Mi è tornato in mente il disegno che mi ha portato qualche giorno fa in camera, mentre studiavo. L’ha colorato e me l’ha spiegato .

La “rivoluzione” umana
Come la chiama lei! Eh sì, la chiamerei così anch’io, a ben pensarci, e questo periodo ce lo sta insegnando.
Abbiamo impiegato milioni di anni per diventare quello che siamo, ma se quello che siamo diventati è traducibile in “una macchina infernale” che corre e corre come una scheggia impazzita, beh, qualcosa è andato storto.
Quindi, per molti versi, Grazie a questo periodo di spazi e di silenzi, di grida e di giochi , di torte e di castelli, di trucchi e di coccole, di capriole e di puzzle.
Grazie perchè questo periodo non ci parla di “evoluzione”, ma di “rivoluzione”. Quella rivoluzione che scatta dentro di noi quando la rabbia decide di trasformarsi nel “fare”, nel “mettersi in gioco”, nel “decidere” la strada da percorrere. Una rivoluzione che covava dentro di noi da tempo, ma che abbiamo sempre posticipato a “tempi migliori”.
Ecco, i “tempi migliori” sono arrivati.
Grazie tata, sbaglio tanto con te, ma imparo anche molto!
Buona rivoluzione!



