Onesto, onesta voce del verbo…?
Onesto, lo sai, non è un verbo, ma ho voluto intitolare così questo articolo per accumunare questo sostantivo al verbo Amare (se stessi)
Onèsto agg. [dal lat. honestus, propr. «onorato», der. di honos -oris «onore»]. – 1. Di persona che agisce con onestà, lealtà, rettitudine, sincerità, in base a principi morali ritenuti universalmente validi, astenendosi da azioni riprovevoli nei confronti del prossimo, sia in modo assoluto, sia in rapporto alla propria condizione, alla professione che esercita, all’ambiente in cui vive: è un uomo o. (o anche di animo o., di sentimenti o.)
Come risuona questa parola dentro di te?
Onesto, onestà sono concetti che ci appartengono davvero?
Alla definizione trovata su Treccani, secondo me, manca una parte.
È quella riferita all’onestà con se stessi.
Puoi davvero dire di essere onesta/o con te stessa/o?
Perché stiamo parlando di onestà quando il tema sarebbe genitorialità e malattia?
Ora te lo spiego.
Facendo alcune ricerche sul tema mi sono imbattuta in questa che ti riporto qui di seguito:
“Una ricerca interessante proviene dall’università di Notre Dame (Indiana, Usa), dove attraverso uno studio preliminare, si è tentato di capire se esiste una connessione tra le menzogne e il benessere psicologico delle persone (Kelly & Wang, 2012).
Lo studio, diretto dalla professoressa Anita Kelly, ha coinvolto 110 persone (34% adulti e 66% studenti universitari) di età compresa tra i 18 e i 71 anni, con livelli di reddito differenti. Il campione è stato poi suddiviso in due gruppi: il primo è stato istruito a evitare di mentire e quindi a dire la verità, mentre al secondo, utilizzato come gruppo di controllo, non si era data alcuna istruzione.
L’esperimento, della durata di 10 settimane prevedeva che, in questo lasso di tempo, i partecipanti riportassero ai ricercatori il numero di menzogne eventualmente raccontate e fossero relazionate sul loro stato di benessere mentale e fisico.
Dai dati raccolti è emerso che, al diminuire delle menzogne, diminuivano il numero e la gravità dei disagi psicologici, tra cui malinconia e tensione, e fisici, in particolare mal di testa e mal di gola; di contro, un maggior uso delle bugie comportava un’accentuazione di disagi psicologici e fisici.
Infine, dalla ricerca è emerso che le persone che erano state istruite a non mentire, riportavano un miglioramento nei loro rapporti interpersonali e, complessivamente, le interazioni sociali erano migliori.
Ciò fa pensare che a un numero inferiore di bugie dette corrisponde un migliore stato di benessere fisico e psicologico.”
Non solo, uno studio condotto dal Dipartimento di Scienze Neuro – Cognitive dell’Università di Bonn (2012) con a capo il neuro scienziato Weber Bernd dimostra che c’è una connessione forte tra l’aumento di onestà all’aumentare di testosterone nel corpo.
Non mi dilungherò oltre su questi studi.

Ti basti sapere che, ogni volta che ti nascondi dietro a delle bugie che ti portano ad allontanarti da te stessa/o, inneschi un meccanismo che non giova al tuo corpo.
Per bugie non prendo in considerazione quelle “piccole” che servono a te per arginare e creare il tuo spazio (anche se andrebbero valutate anche quelle).
Mi riferisco a tutte quelle volte che:
– Non faccio attività fisica perché non ho tempo
– Mangio cibi pronti perché sono più facili da cucinare
– Così si è sempre fatto, perché dovrei cambiare io?
– Io questa cosa non la so, quindi non compete
– ……
E tanto tanto altro.
Possiamo continuare a non essere onesti con noi stessi, ma, almenochè non ci abbiano diagnosticato un disturbo patologico, il nostro boicottarci non ci farà bene fisicamente.
Sii onesta/o con te stessa, ora e in ogni momento della tua giornata. Ti capiterà di chiedere aiuto e tu fallo, perché siamo tutti fallibili e , molte volte, l’aiuto esterno ci dà il via per trasformare il nostro “interno”.
Ti aspetto.



